Uno degli aspetti fondamentali quando si comincia a praticare una qualsiasi arte marziale è ciò che i giapponesi chiamano Rei, ossia il rispetto.

Si suole affermare fra i nipponici che ciò che fa la differenza fra uomo e animale è proprio il rei.

Al di la di ciò che si può pensare il rispetto in un arte marziale non si limita a un inchino profondo, ma discende anche da una sacralità che si attribuisce al luogo d'allenamento, nonché al credere nel valore del proprio insegnante e dei compagni di allenamento, siano essi sensei, senpai o kohai.

Siamo tutti diversi, distinti dai nostri reciproci mondi eppur uniti da questo sottile filo conduttore. Se non potete trovare il modo di dimostrare rispetto ad una persona che vi dona il suo tempo insegnando, è meglio che non apparteniate a quel dojo.

L’insegnante, chiunque esso sia, deve essere trattato con lo stesso rispetto che voi vi aspettereste dagli altri.