JI-TA-KYO-EI


"Noi e gli altri insieme per progredire".


La collaborazione che si instaura fra l'allievo e l'Insegnante e tra i praticanti (Tori e Uke) durante lo studio delle tecniche, va in una direzione che attraverso il reciproco aiuto ed il mutuo rispetto, porta al miglioramento delle capacità di relazioni personali, sociali e morali; questo concetto, se assimilato interiormente, può venire applicato anche nell'ambito della società in cui viviamo, migliorandola.

     
 

SEI-RYOKU-ZEN'YO


"Il miglior uso dell'energia".


Nei movimenti del Judo la ricerca della fluidità della tecnica non è un mero esercizio di abilità ginnica, ma una vera presa di coscienza della propria forza e di come utilizzarla al meglio per ottenere il massimo risultato con il minor spreco di energia; questo comporta quindi anche l'acquisizione di una sensibilità che permette di affrontare con più serenità le prove della vita, avendo sempre una riserva di energia da cui attingere.

   

L'INIZIATIVA

L'azione deve essere guidata dall'intelletto e dall'esperienza. Dobbiamo apprendere dai maestri, dagli anziani e da molte altre persone, ma dobbiamo anche sperimentare nella pratica quanto abbiamo appreso. Non basta una sola conoscenza teorica; per essere saggi occorrono entrambe le cose. Soltanto quando la saggezza, il coraggio, la tempestività e la perseveranza si combinano, troviamo una base solida per la nostra iniziativa. L'azione deve essere completa: deve consumarsi sino alla fine, senza lasciare tracce o conseguenze sgradevoli. Un atto che semina rancore o sporcizia è un atto che vale poco; in questo caso l'iniziativa è insufficiente e l'ideale del Judo non è stato raggiunto.

   

Vincere o Perdere

Qualcuno dirà che si cerca di vincere e di non perdere, come se la cosa fosse sufficiente di per sé, ma non è così semplice. Il pensiero fisso di dover vincere a tutti i costi (proiezione nel futuro) o di non essere sconfitti (legame col passato), provoca una fissità psicologica che rende incerti e toglie la possibilità di essere disponibili all’azione.


Jigoro Kano

   

Uno studente disse al suo Maestro:

"Tu mi insegni a combattere e mi parli di pace, come puoi conciliare le due cose?"

Il Maestro rispose:

"E' meglio essere un guerriero in un giardino che un giardiniere in guerra."

 

Anonimo