Nel dojo siate consapevoli e gioiosi, abbandonate ogni considerazione di fama e di ricchezza dimenticate i pregiudizi di razza e di sesso. L'ardore della pratica deve unirsi ad un'atmosfera di ricerca interiore. Siate sinceri.
 
Se entrate temporaneamente a far PARTE DELLA COMUNITA ACCETTATENE LE REGOLE, seguendo con buona volontà gli insegnamenti e rispettando la gerarchia dei gradi. Vi sono richieste tre qualità: una buona educazione, un grande amore per l'arte, fiducia nel maestro.
 
Le regole tradizionali e l'attegiamento mentale che vi vengono suggeriti non sono mortificazioni imposte a chi pratica, MA COSTITUISCONO UN COSTUME CHE FAVORISCE IL LAVORO COLLETTIVO e il progresso individuale.
 
Dovete esser puliti nel corpo e nel costume, entrate nel dojo col piede sinistro e uscite con il destro, disporre le calzature con la punta verso l'uscita. Portate rispetto ad ogni cosa, osservate gli orari e non mostratevi a torso nudo.
 
Eseguite con cura i saluti tradizionali ma state attenti a non abusarne, coltivate rispetto e gratitudine per il maestro e per i vostri compagni di pratica.
 
Parlate il meno possibile. Controllate i pensieri concetrandovi su quanto fate, su quanto vedete fare: non vi distraete, non contribuite a distrarre gli altri.
 
SE NON VI SENTITE DI SEGUIRE QUESTE REGOLE, NON ENTRATE NEL DOJO: OGNI INSEGNAMENTO SAREBBE INUTILE PER VOI E IL VOSTRO ATTEGGIAMENTO SAREBBE DI DANNO AGLI ALTRI
 
Da: Il libro del judo (CESARE BARIOLI)